Dopo la sinistra si spacca anche la destra

Dopo la sinistra si spacca anche la destra

Tensioni tra Forza Italia e Lega

Saranno probabilmente ricordate come le elezioni del frazionamento. Divisa in almeno quattro tronconi la sinistra, anche per la destra non c’è pace. L’attrito tra Berlusconi e Salvini pare crescere a dismisura.

I motivi di fondo, sebbene gli attori neghino fino allo sfinimento, sono quelli di poltrone. Appare evidente infatti che le motivazioni della spaccatura tra le anime del centro-sinistra siano tutt’altro che politiche. Affiorano a malapena giustificazioni di facciata che finiscono quasi sempre per imbattersi sulle caratteristiche caratteriali di Renzi.

Il caos

Ma se Atene piange Sparta non ride. Salvini dimostra sempre più i mal di pancia del cavallino imbizzarrito che freme per prendere la guida del branco. Lo stesso leader della Lega ha affermato che nella “trattativa” con Berlusconi c’è uno stop ad ogni incontro.

Anche qui si stenta a trovare una differenza così netta da indurre al disfacimento della coalizione. Ma si sa, Salvini vuole guidare il centro-destra e Berlusconi diventa un suo antagonista.

Questo teatrino è deprimente per coloro che osservano la situazione italiana con cognizione di causa.

La ripresa è iniziata, e i dati sono abbastanza eloquenti. Anche se i detrattori politici di Gentiloni-Renzi cercano di dimostrare che le cose non vanno bene. È normale che per giungere al risultato pieno di un benessere diffuso manchi ancora molta strada. Ma ciò non deve indurre a pensare che la svolta di tendenza sia in atto.

Questo sarebbe il momento in cui si renderebbe necessaria un’azione comune da parte di tutti per tirarci fuori da questa maledetta crisi. Ma ad opporsi al dialogo su basi ideologiche, guarda caso si oppone quel Salvini il cui DNA e l’appartenenza politica sono iniziati dall’extra-sinistra.

La Germania, qualche anno fa, scelse la strada della “Grosse Koalition”. Berlusconi al contrario la boccia, dice lui, per motivi ideologici. Si pensa invece, su sua stessa proposta, già al dopo elezioni. La convinzione più diffusa è infatti che l’Italia esca dalle urne ingovernabile. E quindi viene proposto che questo “mostro” di governo continui a pieni poteri fino al momento in cui non si troverà una maggioranza.

Signori: la commedia!

Siamo quindi ai margini della farsa. Ci chiamano alle urne già dicendoci che non cambierà nulla perché non esiste modo di mettersi d’accordo.

L’unica arma che ha in mano il cittadino è la sua scheda. Ma pare che ormai, come tutti i guerrieri stanchi e sfiduciati, la maggioranza (quella vera) abbia rinunciato a lottare. E non va a votare.

Fermiamoci a ragionare

Occorrerebbe invece, in questo frangente, mettere da parte ogni ideologia, e votare per chi proponesse soluzioni percorribili. Non è facile perché sarebbe come cercare un ago in un pagliaio. Ma se da qualche parte bisogna cominciare, sarebbe utile scartare a priori tutti coloro che ci prendono in giro proponendo cose inattuabili. Uscire dall’Euro, per esempio sarebbe per tutti una buona cosa. Ma non è possibile, e tutti lo sappiamo. Tranne quelli che fanno finta di non saperlo per cavalcare la tigre e sfruttare l’ingenuità di chi si affida a quanto dicono i politici in TV.

Sospendere gli aiuti in mare ai migranti, non è possibile. E chi dice il contrario mente. Lo testimonia il fatto che lo stesso Maroni quando ricopriva incarichi di governo, avallò le condizioni penalizzanti a cui è costretta l’Italia nella vicenda.

Dobbiamo dimenticare di essere l’Italia di Machiavelli e entrare finalmente nel terzo millennio.

 

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